Interpretazione psicoanalitica

L’episodio di Sant’Ilario

Dottor Marco Vettori

L’episodio delle scarpette di Sant’Ilario sembra alludere all’impegno di ciascun essere umano al fine di ricostruire i mezzi (aggiustare le scarpe) e favorire le giuste modalità (regalare le scarpe) per essere in piena sintonia con la propria umanità e il Trascendente.
Metafora di tale esperienza è il racconto “l’uomo della pioggia” narrata dal grande psicologo svizzero C.G. Jung durante alcuni suoi seminari. C’è stata una terribile siccità in quella parte della Cina dove Richard Wihelm [studioso della civiltà cinese e amico di Jung] si era recato. Dopo aver provato tutte le modalità che quel popolo conserva per far piovere, l’ultima speranza venne riposta nello sciamano della pioggia che fu chiamato appositamente.
La cosa interessò tantissimo Wihelm che fece in modo di essere asssolutamente presente al primo appuntamento dell’uomo della pioggia con la popolazione del paese.

Lo sciamano giunse sulla piccola carretta. Dopo essere sceso dal suo mezzo di trasporto e dopo aver annusato l’aria con evidente disgusto, il vecchio chiese di essere lasciato da solo in una casupola fuori dal villaggio e che i suoi pasti fossero depositati davanti alla porta della sua abitazione. Per tre giorni di lui non si seppe più nulla: In seguito venne la pioggia e Wihelm chiese allo sciamano in che modo avesse fatto piovere.

Il vecchio saggio gli rispose:

“Oh ciò si spiega facilmente, come tu puoi bene vedere io vengo da un luogo dove tutto è in armonia, siamo nel Tao, anche il tempo è in armonia. Quando sono giunto qui ho incontrato un popolo lontano e fuori dall’armonia che mi ha contaminato. Così sono rimasto per mio conto finché sono ritornato nel Tao ed inseguito è piovuto”.
Mettersi in rapporto con il Tao significa collegarsi con ciò che è perfezione e non con ciò che è sbagliato. Parlare del Tao cinese può apparire un discorso collegato a qualcosa di originale ed esotico invece si tratta della semplice esperienza quotidiana che può essere espressa nel linguaggio della saggezza popolare con il detto:

“questa mattina mi sono alzato dal letto con il piede sinistro”.

Tale espressione vuole significare una nostra condizione di disarmonia con noi stessi e la natura. Il nostro modo di essere, poco accogliente e simpatico, ha un effetto devastante attorno a noi. A conclusione di quanto detto sopra possiamo affermare che riuscire a procurarci gli strumenti per ricostruire l’armonia con il Trascendente produce un effetto positivo sia in noi stessi sia sull’ambiente umano e naturale che ci circonda.
Volendo centrare la nostra riflessione sul personaggio che incontra Sant’Ilario a Parma possiamo immaginarlo come un uomo comune immerso nella realtà del suo tempo [il medioevo] spesso intrisa di radicalizzazioni che offuscano il cammino della vita. Il calzolaio rifà o dona un paio di scarpe al Santo di Poitiers.Con riflessione analitica possiamo interpretare la realtà dei fatti e pensare che l’incontro con il Santo lo metta in comunicazione con la parte migliore di se stesso. E’ possibile ipotizzare che, prima di arrivare a questo qualitativo differenziato stadio, l’eroe della nostra leggenda abbia centrato la sua esistenza sulla ricerca del potere materiale ed economico congelando la sua interiorità umana e spirituale e allontanandosi dalle proprie radici e dalla propria natura originaria a favore di ‘una persona’ e di modelli pubblici mitizzati dalla maggior parte dei suoi simili.
Tale comportamento, in contrasto con i bisogni autentici della propria natura originaria sicuramente può avere prodotto guasti nell’interiorità tali da rendere sterile la sua esistenza.
Il soggetto si rende conto che l’adesione incondizionata a valori e a radicalizzazioni pubbliche atrofizza la propria interiorità. La capacità di mettersi a disposizione del proprio sentimento gli permette di riparare o donare le scarpe al santo che in seguito lo ricompenserà con paio di scarpette d’oro.
Pertanto l’io, coadiuvato dal sentimento, ripara o si dota di strumenti atti a far fronte alle difficoltà che il soggetto incontra nel cammino di ogni giorno e pertanto giunge al punto di differenziazione dove la coscienza, attraverso il sentimento, è capace di integrare gli istinti in una totalità che non si limita alla sfera del conscio, ma include in sé tutta l’indefinita e indefinibile realtà dell’inconscio: pertanto l’individuo potrà vivere la propria esistenza in modo dinamico, libero e umano.
 



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