Incontrare l’Inconscio

Due uomini stanno parlando amichevolmente fra loro, si avvicina una donna. Uno dei due personaggi maschili si rivolge all’altro per presentargli la signora e dice: ”Ti presento mia madre”. Qualche istante dopo si corregge dicendo:” Scusami, Ti presento la mia compagna”. Come mai il compagno della donna è incorso inizialmente in un errore così grossolano?

Il soggetto sapeva bene che quella donna era la sua consorte eppure la sua comunicazione è risultata falsata e inesatta…!
Forse l’errore è stato causato da una realtà presente in lui stesso, che si è sottratta al controllo cosciente, e ha detto oggettivamente come quell’uomo percepisce emotivamente ed effettivamente quella donna “come la propria madre”. Il suo inconscio ha dribblato la coscienza e ha parlato al suo posto dicendo la verità su come quell’uomo percepisce la propria partner. Questo episodio ci testimonia che normalmente che l’Io, la coscienza, crede di essere padrona in casa propria. Nella realtà i fatti smentiscono spesso questa illusione. Quando l’inconscio lo ritiene necessario mette in secondo piano l’Io agendo al suo posto senza che la coscienza possa impedirlo.  Il supposto controllo del conscio sulla realtà spesso si è rivelato un inguaribile ’sicumera’!

Se vogliamo dare una definizione e una descrizione di questo compagno della nostra esistenza, sempre presente nella nostra vita, ma non sempre riconosciuto dalla coscienza, possiamo affermare, tenendo presente la psicologia Junghiana, che esso, come inconscio individuale, contiene tutto quello che non conosciamo del nostro mondo interiore ed esteriore.
E’ popolato da contenuti dimenticati che possono diventare coscienti. Nell’inconscio si trovano anche realtà che l’io cosciente ha rimosso durante l’esistenza del soggetto. Secondo lo psicologo svizzero C.G. Jung esiste anche l’inconscio collettivo, tramandato a noi biologicamente attraverso i genitori, sede dei modelli di comportamento che costituiscono i contenuti fondamentali dei miti, delle religioni, delle leggende e favole. E’ ricco di germi positivi e negativi che possono essere sviluppati in futuro.

Se noi ci rendiamo disponibili l’inconscio ci può aiutare nel processo di differenziazione dal collettivo attraverso un processo di sviluppo delle qualità personali e delle disposizioni individuali. Lo sviluppo autentico del soggetto incontra spesso l’opposizione del collettivo che con la propria ‘visione pubblica’ dell’esistenza intende istituzionalizzare il soggetto a scapito di autentico ed integrale processo di formazione personale ed individuale. Tale processo da Jung definito ”Individuazione dura tutta la vita e comporta un progressivo ampiamento della coscienza e la realizzazione del Sé individuale. L’individuazione porta all’acquisizione di una socialità più ampia e autentica e si oppone all’individualismo che comporta isolamento egocentrico dalla società.

Normalmente ‘l’individuazione’ comporta laceranti conflitti tra l’Io e la società. Ciascun individuo, nella propria esistenza, si trova in itinere a dover mettere in rapporto contenuti della coscienza in opposizione ai contenuti dell’inconscio. All’inizio le entità in opposizione sottopongono il soggetto ad un duro lacerante conflitto. Successivamente, se l’individuo è stato onesto con se stesso, emerge dall’inconscio, sotto forma di simbolo per mezzo dei sogni, una soluzione che trascende le precedenti opposizioni pur non annullandole.
Psicologicamente la volontà dell’Io viene trascesa e riunificata al centro della personalità chiamato da Jung “Sé” in un nuovo equilibrio che va oltre le situazioni antitetiche. Nella vita di ogni essere umano l’inconscio corregge l’unilateralità della coscienza portata a sopravvalutarsi a scapito della realtà inconscia. Attraverso i sogni l’inconscio invia messaggi all’individuo per aiutarlo a mettere in equilibrio l’Io con la realtà inconscia ed indirizzarla con immagini guida verso la totalità della propria personalità. Sappiamo che l’inconscio non può essere reso del tutto conscio e conserva sempre una grande quantità di energia. Compito di ogni essere umano è di lavorare per tutta la sua esistenza al fine di collegare Coscienza ed Inconscio attraverso una vitale ed equilibrata relazione.

L’inconscio si mette in relazione con il conscio principalmente attraverso i sogni, le fiabe, i poemi, l’immaginazione attiva ed anche con la Sand Play Therapy.

L’inconscio si mette in relazione con la coscienza attraverso i sogni che possono contenere innumerevoli simboli. Il soggetto spesso ha bisogno di essere aiutato da specialisti per una corretta interpretazione dell’ambiguità dei simboli e per una corretta interpretazione del messaggio proposto dall’Inconscio all’Io.

L’inconscio ci parla anche attraverso le fiabe. La fiaba è come un sogno collettivo creato dalla fantasia di un popolo.

Nelle fiabe compare un eroe o un’eroina cui è dato il compito di risolvere un conflitto che minaccia la continuazione della vita. Accompagnando i personaggi delle fiabe è possibile favorire una forma di rinnovamento del nostro modo di vivere.

Le fiabe Indicano le tappe del processo di maturazione della personalità: dalle difficoltà di separazione dai genitori, alla lotta per l’autonomia e per l’affermazione della propria individualità, alla relazione con l’altro sesso sia come individuo concreto sia come “partner interiore” realtà interna, spesso sconosciuta ed inconscia, la cui conoscenza è essenziale per una vita soddisfacente e creativa.

Le fiabe mostrano modelli di funzionamento dell’Io che sono compensatori alle idee e ai valori del pensiero collettivo e possono offrire un orientamento nuovo riguardo ai problemi che la cultura dominante non sa come affrontare.

Il confronto con la fiaba permette di sperimentare un approccio utile ad indagare ciò che è nascosto utilizzando e facendo proprio “il meccanismo magico”. Laddove “magia” sta per “potenza” dell’indagare ciò che è nascosto e, una volta svelato, produce “nuovi significati”. A coloro che ricercano per mezzo delle fiabe viene offerta la possibilità di trarne profitto sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista culturale.

Le fiabe possiedono inoltre l’ulteriore magia di disvelare la strada e le modalità per rendere più serena l’esistenza di coloro che sono disposti a spendere il loro tempo nel ricercare, scoprire ed acquisire i loro tesori nascosti.

L’inconscio ci parla anche attraverso i poemi vedi ad esempio: “La divina Commedia” di  Dante Alighieri. L’opera dell’Alighieri si rivolge a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza di se stessi: Alla luce delle tragedie che stiamo vivendo il messaggio profetico di Dante, anticipato alle soglie del XIV secolo, può essere elemento di speranza e di crescita di ciascuno di noi e per coloro che ci accompagnano nel cammino dell’esistenza.

L’inconscio si può contattare attraverso l’Immaginazione Attiva modalità che permette a ciascun individuo di comunicare con la propria interiorità più profonda attraverso l’aiuto di un esperto. Anche l’utilizzazione della Sand Play Therapy permette ad adulti e bambini di far evolvere le proprie difficoltà emotive contattando l’inconscio in un spazio libero e protetto.

 



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