IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL CONTROLLORE

Il Piccolo Principe incontra il controllore .Questo individuo si affanna a smistare le persone e a spedire i treni che le trasportano. Afferma che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e che vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. Il soggetto come i passeggeri agiscono senza conoscere il perché del loro comportamento e sono alle dipendenze dei loro complessiIl complesso domina gli individui inconsci che vivono la propria vita sotto il suo influsso. I complessi sono impulsi ed emozioni carichi di energie. I medesimi possono avere un potere “costruttivo” o “distruttivo” a seconda dell’atteggiamento che la coscienza dell’individuo prende a loro riguardo. La realtà dell’ambiente che ci circonda sia dal punto di vista sincronico, sia dal punto di vista diacronico’ gioca un ruolo importante nella formazione dei nostri punti emotivamente vulnerabili e e delle nostre predisposizioni comportamentali. Quando ci sono problemi nelle figure genitoriali e viene meno l’attività ordinatrice da parte della figura paterna e si dimostra carente il principio femminile nella ricettività emotiva vengono minate le basi per lo sviluppo della sicurezza e del sentimento nei figli. E’ indubbio che l’ esperienze dell’infanzia e i rapporti con gli adulti hanno effetti profondi sulla personalità in formazione del bambino. Se l’educazione è stata incentrata su modelli adultistici e razionali in conflitto con le esperienze istintuali , gli affetti e le emozioni dei bambini, la medesima genererà disturbi patogeni della personalità, in particolare, durante l’età adulta. La probabilità di un complesso patologico è fortissima quando le razionalizzazioni degli adulti sono direttamente in contrasto con la realtà emotivo-affettività del bambino. La rigidità di genitori autoritari costringe i figli ad allontanarsi da loro e a ricercare una risposta al proprio bisogno di stabilità e protezione e aiuto dirigendosi verso adulti che potrebbero sembrare diversi dai propri familiari. Se un soggetto, nell’infanzia,si è ammalato per mancanza d’amore, si troverà in difficoltà nel compensare il suo bisogno di punti di riferimento positivi perché i suoi modelli interni, contaminati dal difetto d’amore dei propri genitori, lo indirizzeranno verso quadri di riferimento rigidi e fissi. Pertanto si troveranno coinvolti con uomini e donne , all’apparenza diversi, ma nella sostanza simili al padre ‘patrigno’ e alla ‘matrigna’ conosciuta come madre. Ingannati dalla proiezione all’esterno del proprio bisogno di un padre ideale e di una madre affettuosa e protettiva (che nell’infanzia non sono mai stati conosciuti)vengono condannati ad avere sempre delusioni. Il bisogno d’amore, ricercato attraverso modalità e canali inadeguati, aumenta la sofferenza e la discrepanza tra l’esperienza reale e ciò di cui essi hanno bisogno. Ogni individuo affronta la propria esistenza condizionato dalle immagini di se stesso e del mondo che gli sono state trasmesse dagli adulti durante l’infanzia. E’ molto difficile contrastare i modelli trasmessi dai genitori nella fanciullezza perché in quel periodo ‘l’autorità’ degli adulti viene vissuta come un’autorità magica o divina. Il mettere in discussione i genitori comporta per il bambino una sorta di timore e preoccupazione che lo destabilizza e genera: timore, preoccupazione e paura. Pertanto qualsiasi cosa trasmessa o richiesta dai genitori, anche se folle,non può essere contrastata. I complessi generati da familiari nevrotici, continuano a funzionare anche nel soggetto adulto come se all’interno della sua individualità fosse stata incisa una matrice di un C. D. e come la stessa continuasse a suonare per l’intero corso della sua esistenza. Coloro che sono stati oppressi da adulti distruttivi o come spesso accade ‘assenti ‘dal punto di vista affettivo sono portati, nella loro esistenza, a ricercare nel proprio partner un individuo che compensi la loro atmosfera familiare priva di calore e protezione. Nel ricercare nell’atmosfera domestica la compensazione ai propri bisogni insoddisfatti il soggetto rischia di fare richieste irrealistiche ed irragionevoli ed il rapporto con il partner diverrà sempre più teso e negativo. Più l’individuo aumenterà le proprie richieste, perché si sentirà privato del rapporto al quale anela, più il suo disagio crescerà insieme alla sua insoddisfazione : si instaura così un circolo vizioso. La persona emotivamente repressa, in conseguenza dei condizionamenti subiti durante il suo periodo dello sviluppo, spesso incolpa gli altri dei propri problemi e della mancanza di spontaneità del prossimo nei propri confronti. E’ in difficoltà nel vedersi allo specchio realisticamente e rendersi conto che è “proprio lei” la causa dei propri disagi e proietta le proprie ombre sugli altri. Per crescere il soggetto è necessario che impari a distinguere e differenziare ciò che proietta sugli altri e successivamente ritirare le proiezioni. L’individuo in difficoltà, se vuol crescere, è necessario che si renda conto dell’unilateralità dei suoi complessi e delle proiezioni ad essi collegate.
Perché un bambino cresca bene deve essere possibile avvicinarsi ai genitori, avere rapporti comunicativi con i familiari e trattare con loro. L’inaccessibilità degli adulti, per rigidità e superficialità e per assenza o lontananza emotiva, fa si che il bambino abbia maggiori difficoltà nell”imparare a confrontarsi con i propri problemi emotivi perché non gli è stata data la possibilità , attraverso un clima familiare sereno e positivo, di comprendere che il potere dei genitori non è assoluto. [Se venisse percepito come tale il rapporto con i familiari sarebbe caratterizzato dalla obbedienza incondizionata o al contrario da un’estrema resistenza e indisponibilità]. Attraverso il dialogo nella quotidianità il bambino si renderà conto della fallibilità e della debolezza degli adulti e che i loro poteri non sono assoluti.. Diverrà inoltre consapevole che é possibile avere rapporti con i genitori che influenzino la personalità conscia invece di rimanere collegati e fissati a situazioni emotive che interferiscano e disturbino la realtà emotiva dell’individuo una volta rimosse e depositate nell’inconscio.
Se la libido non è assimilata per essere da noi utilizzata si rivolta contro di noi .Non si possono risolvere i conflitti psicologici con la volontà o facendo finta che non esistono o tanto meno con la rimozione. Una volta precipitato nell’inconscio il problema emotivo farà di tutto per imporsi alla coscienza attraverso un’entrata secondaria. E’ bene dunque consentire a quanto é stato rimosso di emergere tenendo presente che il suo aspetto distruttivo non può essere frenato attraverso l’esperienza conscia. Un conflitto psicologico può essere preso in considerazione e affrontato solo per mezzo dell’estrema consapevolezza dei valori e delle implicazioni di entrambe le parti. Per mezzo della sopportazione dell’essere messo in croce dalle implicazione di significati opposti senza l’identificazione né con l’uno ne con l’altro è possibile rendersi disponibili al coinvolgimento positivo dell’inconscio. E’ pertanto molto importante evitare di agire frettolosamente o cercare di cambiare un lato o l’altro in modo indiscriminato o inadeguato. Non dobbiamo sentirci costretti a risolvere razionalmente e, in tempi brevi, eliminare le difficoltà. La risoluzione del conflitto emergerà dall’inconscio se avremo l’umiltà di rispettare i suoi tempi. Per mezzo dell’inconscio emergerà “il tertium” che il conscio non è stato capace di trovare e sarà l’espressione dell’inconscio che apporta la sua azione rinnovatrice e risolutrice.
Quando un soggetto,come il controllore,è identico alle proprie pulsioni ed è condizionato dalle loro risposte automatiche non si domanda mai il motivo per cui si sta muovendo e dove sta andando rischia “l’inflazione psicologica”. Un individuo inflazionato è spinto da una forza a lui sconosciuta, che non gli appartiene, che si fa sentire però come se lo fosse e spinge ad atteggiamenti presuntuosi e negativi. In genere l’individuo fa la cosa sbagliata nel momento e nel posto sbagliato. Solo dopo che l’identità è stata riconosciuta e dissolta il soggetto diventa capace di separarsi dalla medesima ed è in grado di sperimentare la pulsione come una entità autonoma,separata dall’io,e diventa capace di scegliere il momento giusto per sviluppare il potenziale positivo della pulsione. Un complesso diventa patologico quando un individuo pensa di non averlo ed il soggetto è in balia e si lascia possedere dallo stesso. Questo stato è come un cancro che provoca malattie nell’organismo psichico.
Per uscire dall’inconscietà è necessario riconoscere le proprie caratteristiche personali inferiori anziché lasciarsi possedere o identificarsi con esse. Se le pulsioni istintuali e le parti negative della esperienza emotiva vengono portate alla luce e integrate nei loro aspetti propositivi diverranno promotrici di movimenti creativi e possibilità espressive che permetteranno di dare senso nuovo alla propria esistenza. Rimanendo umilmente aperti alle richieste dei’poteri transpersonali’ e tenendoli nella dovuta considerazione, è possibile trascendere “le limitazioni” di criteri convenzionali di ‘giusto’ o ‘sbagliato’ e dare avvio, con l’aiuto dell’Inconscio, ad una trasformazione rigenerativa della personalità dal punto di vista psicologico che nei sogni viene simbolicamente rappresentata con le immagini di “individuazione” : la nascita del fanciullo divino – il matrimonio sacro- la scoperta del Sacro Graal.



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